Intelligenza artificiale e scuola
Nel percorso ScuolArte l’intelligenza artificiale ha un ruolo definito e circoscritto: è un supporto metodologico al lavoro dei docenti, e potrà essere attivato solo a seguito della condivisione delle modalità operative con l’Istituto interessato. Questa pagina dice che cosa significa in concreto, dentro quali limiti lavoriamo, e che cosa è cambiato nel quadro della scuola negli ultimi dodici mesi.
I limiti che ci diamo
Sono la parte che viene prima di ogni altra, e non cambiano da un Istituto all’altro.
- Nessun dato identificativo degli studenti viene trattato con strumenti di intelligenza artificiale di terzi.
- Nessun uso autonomo da parte degli studenti: gli strumenti riguardano il lavoro educativo e documentale dei docenti.
- Gli esiti sono tracce di lavoro modificabili, da rileggere, integrare e contestualizzare prima di ogni utilizzo operativo o documentale. Non sono prodotti finiti e non lo diventano da soli.
- La verifica è sempre umana. L’intelligenza artificiale non sostituisce né la progettazione né la valutazione, che restano competenza della scuola.
- Niente si attiva da sé. Gli eventuali ambienti di lavoro assistiti potranno essere attivati solo dopo aver condiviso le modalità operative con l’Istituto.
Ogni Istituto resta titolare delle proprie scelte artistiche, organizzative e didattiche all’interno della cornice del percorso.
A che cosa può servire
Il supporto metodologico del percorso prevede tre livelli, in ordine crescente di coinvolgimento. Il terzo è subordinato a una valutazione con gli Istituti interessati.
- Raccogliere e ordinare. La raccolta, l’ordinamento e la prima rielaborazione delle informazioni emerse dal Quadro delle esperienze scolastiche, per ridurre il carico di sistematizzazione e predisporre bozze di sintesi utili al confronto.
- Accompagnare la progettazione. L’ideazione e lo sviluppo di attività già esistenti o in avvio, collegando attività, ruoli studenteschi, temi, connessioni interdisciplinari, materiali e tempi.
- Ambienti di lavoro condivisi. Spazi collaborativi orientati all’uso critico, creativo e responsabile degli strumenti digitali, sempre a supporto del lavoro educativo e documentale dei docenti.
L’impostazione si colloca nel quadro dell’adozione consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale richiamata dalle Linee guida MIM allegate al DM 166/2025.
Dodici mesi che hanno cambiato il quadro
Fra l’agosto 2025 e l’agosto 2026 la scuola italiana è passata da un uso dell’intelligenza artificiale lasciato all’iniziativa dei singoli a un quadro governato, con adempimenti, risorse e scadenze. Le tappe, in ordine.
- 9 agosto 2025 — Le Linee guida del Ministero. Il DM 166 adotta le Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche (PDF, 34 pagine), con approccio antropocentrico e parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali. Prevedono che le idee progettuali, se coerenti con il PTOF, passino agli organi collegiali per l’approvazione formale, e istituiscono sulla Piattaforma Unica un servizio dedicato dove le scuole censiscono le proprie sperimentazioni.
- 23 settembre 2025 — La legge italiana. La legge n. 132 detta le disposizioni nazionali in materia di intelligenza artificiale, affiancando il quadro europeo. In vigore dal 10 ottobre 2025.
- 11 novembre 2025 — Cento milioni per la formazione. Il DM 219 avvia il piano di formazione del personale scolastico sull’intelligenza artificiale.
- 27 marzo 2026 — Gli snodi formativi. Il Ministero apre con l’avviso pubblico n. 73226 la procedura per costituire snodi formativi territoriali: istituti scolastici che formano i docenti del proprio territorio sull’uso dell’intelligenza artificiale.
- 19 maggio 2026 — L’Abruzzo entra nella mappa. Il decreto di assegnazione finanzia 75 snodi formativi in Abruzzo: 17 in provincia di Pescara, 18 a Chieti, 21 a L’Aquila, 19 a Teramo. Fra questi, diciotto istituti di secondo grado delle province di Pescara e Chieti, cioè lo stesso territorio in cui si svolge ScuolArte.
- 8 luglio 2026 — L’Europa interviene sulle proprie regole. Il Regolamento (UE) 2026/1744 modifica il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale per semplificarne l’attuazione. Fra le modifiche, la riscrittura dell’articolo sull’alfabetizzazione: fornitori e utilizzatori adottano misure volte a sostenerne lo sviluppo presso il proprio personale e presso chi opera per loro conto, tenendo conto di conoscenze, esperienza, formazione e contesto d’uso, senza che sia imposto di garantire ad alcuna persona un livello specifico.
Ogni tappa rinvia al documento ufficiale che la attesta: sono tutti atti pubblici, consultabili e scaricabili dai siti del Ministero, della Gazzetta Ufficiale e dell’Unione europea.
Il quadro si è mosso più volte in dodici mesi, e l’ultima a tre settimane da questa pagina. Per questo indichiamo sempre la data a cui le informazioni sono aggiornate, e rinviamo alle fonti ufficiali per gli adempimenti che competono a ciascun Istituto.
Perché ce ne occupiamo
Chi accompagna scuole, docenti e studenti ha una ragione propria per conoscere questi strumenti da vicino: poterne parlare non soltanto in termini di funzionamento, ma di limiti, responsabilità e condizioni di un impiego appropriato. È una competenza che si acquisisce lavorandoci dentro, con prudenza e in un perimetro dichiarato.
Su questa pagina raccoglieremo ciò che impariamo strada facendo, con la stessa regola che applichiamo al resto: si scrive ciò che è verificato, e si dice a quando è aggiornato.
Informazioni aggiornate al 18 agosto 2026.
→ ScuolArte / CittArte 2027: il percorso, il calendario e i documenti

